Sab. Gen 17th, 2026

1. Scopo

Questa policy regola l’uso di strumenti di IA generativa (es. ChatGPT e strumenti analoghi) nelle attività di matematica, con tre obiettivi:

  1. sostenere l’apprendimento e l’autonomia degli studenti;
  2. garantire equità e correttezza nelle valutazioni;
  3. tutelare privacy e sicurezza, in particolare perché gli studenti sono minorenni.
    La policy è coerente con l’impostazione di adozione “consapevole e responsabile” raccomandata per la scuola. (Ministero dell’Istruzione e del Merito)

2. Che cosa si intende per IA (nel contesto della classe)

Per “IA” si intende ogni sistema capace di generare o rielaborare testi, soluzioni, spiegazioni, immagini o codice a partire da una richiesta (prompt). L’IA può produrre risposte convincenti ma non necessariamente corrette; per questo, in matematica, ogni output va controllato (definizioni, passaggi, dominio, calcoli, plausibilità).

3. Principio guida: l’IA può assistere, non sostituire

In matematica l’apprendimento richiede che lo studente sappia ricostruire e giustificare un procedimento. L’IA può essere usata come supporto (tutor, revisore, generatore di esempi), ma non come sostituto del ragionamento personale. La valutazione privilegerà compiti che richiedono comprensione, controllo e argomentazione.

4. Usi consentiti (in generale)

L’uso dell’IA è consentito, salvo diversa indicazione del docente, per:

  • chiarire definizioni, significato di simboli e passaggi (“perché questo è lecito?”);
  • ottenere suggerimenti (“dammi un indizio”, “mostrami un metodo alternativo”), non soluzioni complete da copiare;
  • generare esercizi di allenamento e verificare risultati dopo aver provato autonomamente;
  • individuare errori in una bozza personale, migliorare la chiarezza della spiegazione scritta (senza cambiare i contenuti matematici);
  • esplorare esempi e controesempi, con obbligo di verifica.

5. Usi non consentiti

Non è consentito:

  • consegnare come proprio un elaborato prodotto in tutto o in parte dall’IA senza dichiarazione esplicita;
  • usare l’IA durante verifiche scritte/orali o prove in classe se non autorizzato dal docente;
  • chiedere all’IA di svolgere integralmente compiti assegnati come esercizio di apprendimento individuale quando lo scopo è allenare procedure o dimostrazioni;
  • inserire nell’IA dati personali o sensibili (nome e cognome di studenti, situazioni personali, valutazioni, PEI/PDP, informazioni sanitarie, ecc.);
  • caricare foto/scansioni di verifiche, compiti corretti, materiali riservati o contenuti coperti da restrizioni di condivisione.

6. Trasparenza: dichiarazione d’uso dell’IA

Quando l’IA è ammessa in un compito a casa o in un progetto, lo studente deve aggiungere una breve dichiarazione di utilizzo, indicando:

  • a cosa è servita l’IA (es. “controllo passaggi”, “riscrittura del testo”, “generazione di esempi”);
  • due o tre prompt essenziali (anche in forma sintetica);
  • che controlli sono stati effettuati (es. sostituzione numerica, grafico, controllo del dominio, verifica di casi limite).

Questa dichiarazione non è un adempimento formale: serve a rendere tracciabile il processo e a valorizzare l’uso responsabile.

7. Regole specifiche per compiti e verifiche

Compiti a casa: di norma l’IA può essere usata come tutor o revisore, con dichiarazione d’uso, ma il docente può assegnare attività “senza IA” quando lo scopo è verificare un’abilità specifica.

Verifiche in classe (scritte/orali): l’IA è considerata non ammessa, salvo attività strutturate dal docente (ad esempio: “analisi critica di una soluzione generata dall’IA”).

Progetti/relazioni: l’IA può essere ammessa come supporto, ma lo studente deve essere in grado di difendere oralmente i passaggi chiave (dominio, scelte, dimostrazioni, interpretazioni).

8. Correttezza accademica e conseguenze in caso di uso scorretto

L’uso dell’IA non dichiarato o utilizzato per sostituire il lavoro richiesto è trattato come violazione delle regole di correttezza. Le conseguenze sono progressive e proporzionate:

  • richiesta di rifacimento dell’elaborato o prova equivalente;
  • riduzione/annullamento della valutazione del compito;
  • ulteriori misure previste dal Regolamento d’Istituto, se applicabili.

9. Tutela dei dati, sicurezza e strumenti

Per ridurre rischi legati a dati e profilazione, si adottano le seguenti cautele:

  • non si inseriscono dati personali o informazioni riconducibili a persone reali;
  • si usano, quando disponibili, strumenti indicati o approvati dalla scuola;
  • si evita la condivisione di materiali valutativi non pubblici.

Queste cautele sono in linea con le raccomandazioni per un impiego scolastico prudente e centrato sulla tutela dei minori.

10. Equità e accessibilità

Nessuno studente è obbligato a usare strumenti a pagamento. Se un’attività prevede l’IA come opzione, saranno sempre previste alternative equivalenti (ad esempio: schede guidate, esempi aggiuntivi, tutoring in classe). L’obiettivo è evitare che l’accesso differenziato a strumenti tecnologici generi vantaggi ingiustificati.

11. Trasparenza dei contenuti e riconoscibilità dell’IA

Quando vengono prodotti contenuti sintetici (testi, immagini, ecc.) destinati a condivisione pubblica o a presentazioni, è richiesta l’indicazione che si tratta di materiale generato/assistito da IA, in coerenza con principi di trasparenza promossi a livello europeo. (Strategia Digitale Europea)

12. Revisione della policy

La presente policy viene discussa a inizio anno con la classe e può essere aggiornata durante l’anno in base a: nuove indicazioni della scuola, evoluzione degli strumenti, esiti didattici osservati. L’impostazione segue linee etiche e di responsabilità per l’uso dell’IA nella didattica. (Area Educativa Europea)

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di emodica

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