L’obiettivo è chiaro: superare l’uso spontaneo e disomogeneo dei tool per costruire pratiche consapevoli, condivise e coerenti con la missione educativa della scuola.
Perché la vera domanda da porsi non è semplicemente “quale strumento usare”, ma “quale scuola vogliamo costruire” con queste tecnologie.
📌 I punti chiave che affronteremo in questo video:
– La Visione Umanocentrica (Antropocentrica): Perché lo studente come persona precede qualsiasi dato o automatismo, e perché l’IA deve sostenere e non sostituire la relazione educativa.
– I 3 Spostamenti Culturali Richiesti alla Scuola:
1. Dal tool al progetto: partire sempre dagli obiettivi educativi e dai bisogni formativi, non dalla novità tecnologica.
2. Dalla risposta al processo: valorizzare il percorso, l’argomentazione e la rielaborazione critica dell’alunno anziché premiare il solo prodotto finale.
3. Dall’efficienza al senso: l’IA fa risparmiare tempo, ma l’unico criterio decisivo resta il valore educativo dell’esperienza proposta.
– Il Docente come Regista della Didattica: Il ruolo attivo del docente che definisce finalità e compiti, seleziona gli strumenti, controlla gli output e non delega mai la valutazione professionale e l’osservazione del percorso di ciascun studente.
– La Piramide del Rischio e la Sicurezza dei Dati: Come distinguere le attività a basso rischio da quelle ad alta attenzione e comprendere la differenza operativa tra DPIA (tutela della privacy del minore) e FRIA (valutazione d’impatto sui diritti fondamentali, come equità e inclusione).
– La Costruzione di una Micro-policy d’Istituto: Le 5 domande fondamentali da cui partire nel proprio Consiglio di Classe per creare una cornice chiara, equa e praticabile, unita a un solido Patto Educativo Digitale con le famiglie. “L’IA produce bozze: il docente decide, controlla, integra e risponde.”
#IAaScuola #LineeGuidaMIM #ErasmoModica #FormazioneDocenti #ScuolaDigitale #DidatticaInclusiva #PrivacyScuola #CittadinanzaDigitale
