Il focus del modulo è l’esplorazione del paradigma tecnocratico e del potere digitale, fornendo ai docenti gli strumenti concettuali necessari per comprendere l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’antropologia e sulla società, al fine di guidare gli studenti in un discernimento critico ed etico dell’era digitale.
Obiettivi di apprendimento:
– Comprendere i meccanismi e i rischi del paradigma tecnocratico, in cui la tecnica cessa di essere un semplice strumento e rischia di diventare l’unico criterio di valore, riducendo l’essere umano a mero ingranaggio di un sistema orientato solo alla performance.
– Distinguere chiaramente la potenza di calcolo dell’IA (basata esclusivamente sul trattamento statistico dei dati) dall’intelligenza umana, l’unica caratterizzata da coscienza morale, affettività, corporeità, relazioni autentiche e autentico giudizio etico.
– Esplorare i concetti di accountability (responsabilità) e trasparenza dinanzi alle decisioni automatizzate che influenzano la reputazione, il lavoro e le opportunità concrete delle persone, per evitare nuove forme di emarginazione o scarto.
– Analizzare la proposta etica di “disarmare” l’IA, sottraendola ai monopoli privati e alle logiche di puro dominio geopolitico o economico per integrarla in un autentico cammino di sapienza ed educazione al bene comune.
Articolazione dei contenuti della lezione:
1. La concentrazione del potere digitale: Il passaggio storico dello sviluppo tecnologico dalle istituzioni statali a grandi attori economici privati e transnazionali, e l’asimmetria che questo comporta.
2. Due icone bibliche per l’era tecnologica: Il contrasto tra la “Sindrome di Babele” (l’uniformità e l’omologazione che cancellano la persona) e la “Via di Neemia” (la corresponsabilità comunitaria per la ricostruzione sociale).
3. I limiti intrinseci delle macchine: Perché l’intelligenza artificiale simula ma non vive l’esperienza umana della gioia, del dolore, dell’apprendimento relazionale e del perdono.
4. Criteri per una politica dell’IA: Superare l’illusione di una “macchina morale” standardizzata e promuovere la partecipazione democratica, la trasparenza degli algoritmi e la gestione dei dati come bene comune.
