La programmazione educativo-didattica del Consiglio di Classe. Alcune indicazioni e un modello

La programmazione educativo-didattica del consiglio di classe è un documento che annualmente il Consiglio di Classe è tenuto a stilare e in cui vengono dichiarate tutte le azioni che intende intraprendere con la propria classe. Essa ha l’obiettivo di adattare tutte le indicazioni contenute nel P.O.F. dell’Istituto alla classe in questione, facendo riferimento anche a quanto stabilito nei vari Dipartimenti Disciplinari.

Tale programmazione deve sempre essere coerente con gli obiettivi dichiarati nel Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituzione Scolastica e deve far sempre riferimento ai profili in uscita presenti nei documenti emanati dal Ministero dell’Istruzione. 

In linea teorica, i traguardi formativi per gli studenti di ciascun indirizzo in cui si opera, sono già stati elaborati dalle varie commissioni P.O.F. che, partendo dalle Indicazioni Nazionali, hanno avuto cura di contestualizzarle nella realtà territoriale in cui opera l’istituzione scolastica. Infatti, all’interno delle Indicazioni Nazionali sono delineati:

  • il profilo culturale e professionale dello studente (PECUP);
  • risultati di apprendimento comuni ai vari percorsi, suddivisi nelle aree metodologicalogico-argomentativalinguistica e comunicativastorico-umanisticascientifica matematica e tecnologica;
  • risultati di apprendimento specifici del percorso frequentato dallo studente.

Le Indicazioni Nazionali proseguono quindi con gli Obiettivi specifici di apprendimento delle singole discipline, ai quali bisognerà fare riferimento nella fase di stesura del piano di lavoro del singolo docente per la propria disciplina.

La programmazione educativo-didattica del consiglio di classe, si pone quindi a metà strada tra il P.O.F. e le singole programmazioni disciplinari, in quanto risulta più incentrata sulle azioni comuni da intraprendere, sugli obiettivi prevalentemente trasversali da conseguire e non sugli obiettivi disciplinari.

Quali sezioni devono essere incluse in questa programmazione? 

Il documento deve contenere, come prima informazione, l’analisi della situazione di partenza della classe, alla luce degli interventi di accoglienza organizzati dalla scuola e dei test d’ingresso effettuati. In questa fase quindi, oltre alla descrizione del numero degli alunni, della eventuale provenienza e di particolari informazioni sulla classe che derivano dal percorso pregresso, bisogna puntualmente soffermarsi su quanto emerso dai test per ogni disciplina, nonché bisogna dichiarare quali sono stati gli interventi che hanno messo in atto i docenti per colmare le eventuali lacune registrate.

Facendo riferimento al P.O.F., il consiglio di classe sceglie i risultati di apprendimento comuni che la classe deve conseguire al termine dell’anno scolastico. A tal fine si ricorda che:

  • l’area linguistica e comunicativa è finalizzata alla comunicazione e alla promozione di un atteggiamento critico e problematico capace di favorire la comprensione della realtà nel suo aspetto linguistico, letterario, storico e sociale;
  • l’area storico-umanistica è finalizzata allo studio dell’uomo in quanto essere sociale nella relazionalità e interdipendenza con l’ambiente;
  • l’area scientifica matematica e tecnologica è finalizzata alla promozione di un atteggiamento critico e problematico capace di favorire la comprensione della realtà nei suoi aspetti osservabili e misurabili.

Una sezione della programmazione, soprattutto se rivolta a classi del secondo biennio e del quinto anno delle scuole secondarie di secondo grado, deve essere dedicata alle tematiche interdisciplinari che il consiglio di classe intende trattare. Bisogna quindi dichiarare il titolo della tematica, le discipline coinvolte e il periodo in cui si intende effettuare questa comune trattazione. Tale attività è di fondamentale importanza, in quanto orienta gli studenti verso l’Esame di stato.

Successivamente viene stabilita una metodologia didattica comune e gli strumenti didattici funzionali. In tale sezione della programmazione il consiglio di classe stabilisce come intende agire per raggiungere gli obiettivi fissati nella precedente sezione, individuando i metodi che ritiene più idonei. In egenrale è consigliabile far riferimento a una serie di metodi differenti (cooperative learning, peer education, problem posing e problem solving, learning by doing, flipped learning etc.). Tra gli strumenti didattici, oltre ai classici libri di testo e dispense del docente, si possono utilizzare la lavagna interattiva multimediale, i tablet, le app dedicate, le piattaforme per l’e-learning (MOODLE), i social network per la didattica (EDMODO), etc.

Nella programmazione deve anche essere prevista una sezione relativa agli interventi di recupero e/o potenziamento rivolti a tutti gli studenti della classe. Alla luce della sempre crescente esiguità di fondi, che non permette sempre l’attivazione degli interventi I.D.E.I. per gli alunni con insufficienze, il consiglio di classe deve individuare le modalità di recupero, tenendo conto di quanto stabilito in sede di collegio dei docenti. Infatti, la prassi ormai consolidata da anni, prevede la cosiddetta “pausa didattica“, un periodo di tempo fissato dal collegio dei docenti, in genere alla fine del primo trimestre o del primo quadrimestre, in cui “non si va avanti con il programma” e si rivisitano i nuclei fondanti della disciplina trattati fino a quel momento. Proprio in questa fase è possibile mettere in atto delle metodologie di peer education e cooperative learning, facendo in modo che gli studenti che non hanno carenze possano essere da traino con quelli che presetano difficoltà. Sempre in questa fase, si possono prevedere alcune attività di approfondimento.

La sezione verifiche dovrà invece contenere tutte le informazioni relative alle tipologie di verifiche che il consiglio di classe intende proporre ai propri studenti (classiche interrogazioni, prove strutturate, prove semi-strutturate, etc.). In particolare, è necessario, facendo riferimento a quanto stabilito nei singoli dipartimenti disciplinari, stabilire il numero minimo per trimestre/quadrimestre delle verifiche scritte e il numero minimo delle verifiche orali. Appare ragionevole effettuare:

  • in un trimestre almeno 2 verifiche orali (di cui una eventualmente sotto forma di test) e almeno 2 verifiche scritte;
  • in un quadrimestre almeno 2 verifiche orali e almeno 3 verifiche scritte;
  • in un pentamestre almeno 3 verifiche orali (di cui una eventualmente sotto forma di test) e almeno 3 verifiche scritte.

Ogni programmazione del consiglio di classe dovrebbe inoltre contenere una sezione dedicata agli standard minimi (o acquisizioni di primo livello). In essa deve essere dichiarati, per tutte le discipline, il livello minimo di competenze al quale il docente attribuirà la sufficienza e che l’alunno dovrà dimostrare di possedere dopo l’intero percorso annuale.

Una sezione altrettanto importante è quella dedicata alle attività integrative ed extra curricolari. Il consiglio di classe dichiarerà in questa sezione a quali iniziative intende far partecipare la classe, selezionandole tra quelle già pervenute all’istituzione scolastica o come singola proposta dei vari docenti. In questa sezione vanno quindi inserite le varie manifestazioni alle quali si intende partecipare, le visite guidate, le proposte di mete per eventuali viaggi d’istruzione. Si ricorda che tali attività devono essere coerenti con il corso di studi.

Si può concludere la programmazione con una sezione dedicata alla razionalizzazione del carico di lavoro. Qui i docenti si impegnano a stabilire dei criteri di massima per ridurre il carico di lavoro degli studenti, dichiarando quante verifiche scritte massime a settimana verranno effettuate, quante verifiche scritte al giorno, etc.

Questa descrizione non ha nessuna pretesa di esaustività e, di conseguenza, ogni consiglio di classe di ogni istituzione scolastica, adatterà alle proprie esigenze questi suggerimenti di massima.

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