I problemi del mucchio di Alcuino di York: resoconto di un progetto didattico interdisciplinare

Il presente contributo rende conto di un’Unità di Apprendimento su Alcuino di York svolta nella classe II sez. D del Liceo Scientifico “S. Cannizzaro” di Palermo. L’attività ha interessato il secondo periodo dell’a. s. 2018-19, da gennaio a maggio, coinvolgendo principalmente i docenti di Matematica e Latino, e si è conclusa con la pubblicazione su una pagina web auto- prodotta della traduzione cooperativa (in italiano, e in linguaggio algebrico) di un gruppo scelto di problemi tratti dalle Propositiones ad acuendos juvenes. Read more
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Il trionfo dello zero di Gianni Rodari

Informazioni storiche sullo zero

Non si sa con certezza quale sia stato il popolo che per primo utilizzò lo zero, ma si sa che esso è stato utilizzato dai Maya nel loro sistema in base 20. Poiché questa popolazione viveva in America e non vi era la possibilità di contatto tra la loro cultura e quella europea o orientale, non si ebbe la diffusione di tale uso.

Furono gli Indiani a utilizzare lo zero per indicare l’assenza di quantità, nel periodo che va dal III al VI secolo d.C. Grazie al popolo degli Arabi, lo zero approdò in Europa intorno al 780 d.C. Furono proprio loro a tradurre il termine indiano śūnya (vuoto) nel termine arabo sifr. Successivamente fu trasformato in zefir, poi in zephirum e infine in zero.

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Un esempio di questionario sul libro Flatlandia di Edwin Abbott

Il libro “Flatlandia” è stato scritto dal reverendo Edwin Abbot (1838-1926), teologo e scrittore inglese, e pubblicato nel 1882. E’ un racconto fantastico che qualche anno dopo la pubblicazione attirò l’attenzione dei matematici e scienziati che vollero vedere in tale storia un’anticipazione della teoria einsteiniana

Il racconto fa parte del genere fantastico e racconta la vita di un abitante di un ipotetico universo bidimensionale che entra in contatto con un abitante di un universo tridimensionale. È un racconto molto popolare tra gli studenti di matematica e più in generale tra gli studenti di facoltà scientifiche, perché affronta da un punto di vista molto originale il concetto di un mondo a più dimensioni. Read more

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Il senso di Smilla per la neve e gli insiemi numerici

In questo romanzo, l’autore ci porta nei paesi nordici, vicino al Natale. Smilla è una bella ed intelligente donna di origini inuit che vive a Copenaghen. Le forti radici della sua terra natia, la Groenlandia, la rendono introversa ed indisponente di fronte alle moderne modalità di vita. In lei prevale il senso di libertà, il senso della natura, il senso della “neve”. Non ha nessuna relazione con gli abitanti della grande città e tantomeno con il padre danese e famoso scienziato che al contrario la ama molto e la mantiene. Indipendente, anticonformista e libera, la ragazza ha solo un affetto, quello di un bambino inuit Esajas che vede in lei la madre in sostituzione di quella biologica.

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I numeri immaginari nel romanzo di Musil

I turbamenti del giovane Törless (Die Verwirrungen des Zöglings Törleß) è il romanzo d’esordio scritto dall’austriaco Robert Musil (1880-1942) nel 1906. Esso trae ispirazione dall’esperienza vissuta dall’autore all’interno di un collegio militare.

Il protagonista del romanzo è il giovane austriaco Törless, figlio del consigliere di corte Törless, che si reca a studiare presso un collegio militare prestigioso. Lì vive diverse esperienza con i propri amici Beineberg e Reiting, insieme ai quali è complice di atti di bullismo nei confronti di Basini.

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I fondamenti della letteratura di Raymond Queneau

Nel numero 495 del mese di Novembre 2009 della rivista “Le Scienze” è apparso un articolo di Piergiorgio Odifreddi che mette in relazione l’opera “I fondamenti della letteratura secondo David Hilbert” di Raymond Queneau (Le Havre, 21 febbraio 1903 – Parigi, 25 ottobre 1976), con i “Fondamenti della Geometria” di David Hilbert (Königsberg, Prussia, 1862 – Göttingen, Germania, 1943). Con la sua opera, pubblicata nel 1899, Hilbert intendeva formalizzare la geometria sostituendo gli assiomi di Euclide con un insieme formale di 21 assiomi dai quali faceva discendere i noti teoremi della geometria.

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